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Funko Pop

BEETLEJUICE - POP FUNKO VINYL FIGURE 1690 LYDIA 9CM

BEETLEJUICE - POP FUNKO VINYL FIGURE 1690 LYDIA 9CM

Prezzo di listino €18,90 EUR
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Scopri il lato gotico e affascinante di Beetlejuice con questa straordinaria figura Funko Pop di Lydia Deetz! Alta 9 cm, questa vinyl figure immortala il carattere dark e misterioso della protagonista, con il suo stile inconfondibile e la sua aura enigmatica perfettamente riprodotti. Realizzata con la precisione che contraddistingue Funko, cattura ogni dettaglio del look iconico di Lydia, dal suo abbigliamento gotico alla sua personalità magnetica. Ideale per fan del film cult e collezionisti di Pop Vinyl, questa figura trasforma qualsiasi spazio in un omaggio al mondo soprannaturale e affascinante di Beetlejuice. Che tu ami il film originale o la serie recente, Lydia è un pezzo imprescindibile per completare la tua collezione. Aggiungi questa figura affascinante oggi e lascia che il suo fascino gotico ispiri il tuo spazio!

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Junji Itō 伊藤潤

Junji Ito: il maestro dell'incubo

Biografia

Junji Ito nasce il 31 luglio 1963 nella prefettura di Gifu, in Giappone. Fin da piccolo si appassiona al mondo dell’horror grazie alla sorella maggiore, che collezionava manga di Kazuo Umezu (un altro grande autore horror giapponese). Parallelamente, si forma come odontotecnico, mestiere che ha influenzato la sua attenzione quasi maniacale per i dettagli anatomici e grotteschi.

Durante il lavoro in clinica, inizia a disegnare manga come hobby e partecipa a un concorso della rivista Gekkan Halloween, vincendo con la prima versione di Tomie, storia di una ragazza immortale e maledetta. Questo debutto, nel 1987, lo lancia nel mondo del manga professionale.

Stile e tematiche

Il tratto di Junji Ito è unico: realistico, fine, quasi “chirurgico”, ma capace di trasformarsi in immagini deformate, viscerali e disturbanti.
Le sue storie non si affidano al "jump scare", ma a un orrore psicologico che cresce pagina dopo pagina. Le paure che esplora non sono solo soprannaturali, ma profondamente umane: l’ossessione, l’isolamento, la malattia, la perdita d’identità.

Usa spesso:

  • Città fittizie isolate
  • Elementi ricorrenti (spirali, capelli, occhi)
  • Personaggi che “si trasformano” in ciò che temono

Opere principali

Uzumaki (1998–1999)

Una tranquilla cittadina viene lentamente consumata da una maledizione legata... alle spirali. Ogni oggetto, corpo o comportamento comincia a piegarsi a questa forma. Un capolavoro claustrofobico.

Tomie (1987–2000)

Una ragazza immortale, bellissima e sadica, che fa impazzire chiunque la incontri. Anche quando viene uccisa, il suo corpo si rigenera... creando infinite copie di sé.

Gyo (2001–2002)

Una misteriosa epidemia porta i pesci a camminare sulla terraferma, diffondendo un odore di morte e creature biomeccaniche. Una metafora potente e disgustosa della contaminazione.

Fragments of Horror (2014)

Una raccolta di racconti brevi che segna il ritorno di Ito dopo anni. Ogni storia è un esperimento diverso, che esplora le paure più intime e surreali.

No Longer Human (2017)

Adattamento del romanzo di Osamu Dazai, uno dei testi più tragici della letteratura giapponese. Ito lo trasforma in una discesa nell’autoannientamento e nella follia.


Premi e riconoscimenti

Junji Ito ha ricevuto diversi premi internazionali, tra cui:

  • Eisner Award (più volte, tra cui nel 2019 e 2021)
  • Heritage Award (Angoulême) nel 2023
  • Collaborazioni con Marvel, Netflix, e studi di videogiochi come Kojima Productions

Adattamenti e popolarità

Le sue opere sono state adattate in:

  • Anime e film live-action (come Tomie e Uzumaki)
  • Serie Netflix (Junji Ito Maniac, 2023)
  • Videogiochi e fan art virali

Il suo impatto è globale: da fan occidentali a designer, da registi a tatuatori, tutti sono affascinati dalla sua capacità di dare forma all’inquietudine.


Curiosità

  • È un grande fan di H.P. Lovecraft, in particolare di Il colore venuto dallo spazio.
  • Ha dichiarato di aver paura dei terremoti, del dentista (ironicamente), e… dei suoi stessi disegni.
  • Il suo cane si chiama Non-non e compare spesso nelle sue interviste.