Editore: Star Comics
BAKEMONOGATARI - MONSTER TALE n. 1
BAKEMONOGATARI - MONSTER TALE n. 1
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Un giorno al giovane Koyomi Araragi capita di afferrare al volo l’affascinante Hitagi Senjogahara, scivolata da una rampa di scale. Scopre così con sgomento che la ragazza... è completamente priva di peso! Colpita da una sorta di maledizione, Hitagi ha perso tutto il suo peso corporeo dopo aver incontrato un essere sovrannaturale dalle fattezze di granchio, e per questo tende ad allontanare chiunque le si avvicini. Quel che la ragazza non sa è che anche Koyomi nasconde un inquietante segreto, che affonda le radici in un incredibile vicenda di mostruose entità e situazioni sovrannaturali...
Tratta dall’acclamata serie di light novel firmate da NisiOisiN e superbamente disegnata dall’abile mano di Oh! Great, arriva finalmente in Italia questa avvincente storia di divinità, demoni e creature spettrali che vi trascinerà oltre i confini della realtà, in un mondo trascendente brulicante di presenze ancestrali!

Junji Itō 伊藤潤
Junji Ito: il maestro dell'incubo
Biografia
Junji Ito nasce il 31 luglio 1963 nella prefettura di Gifu, in Giappone. Fin da piccolo si appassiona al mondo dell’horror grazie alla sorella maggiore, che collezionava manga di Kazuo Umezu (un altro grande autore horror giapponese). Parallelamente, si forma come odontotecnico, mestiere che ha influenzato la sua attenzione quasi maniacale per i dettagli anatomici e grotteschi.
Durante il lavoro in clinica, inizia a disegnare manga come hobby e partecipa a un concorso della rivista Gekkan Halloween, vincendo con la prima versione di Tomie, storia di una ragazza immortale e maledetta. Questo debutto, nel 1987, lo lancia nel mondo del manga professionale.
Stile e tematiche
Il tratto di Junji Ito è unico: realistico, fine, quasi “chirurgico”, ma capace di trasformarsi in immagini deformate, viscerali e disturbanti.
Le sue storie non si affidano al "jump scare", ma a un orrore psicologico che cresce pagina dopo pagina. Le paure che esplora non sono solo soprannaturali, ma profondamente umane: l’ossessione, l’isolamento, la malattia, la perdita d’identità.
Usa spesso:
- Città fittizie isolate
- Elementi ricorrenti (spirali, capelli, occhi)
- Personaggi che “si trasformano” in ciò che temono
Opere principali
Uzumaki (1998–1999)
Una tranquilla cittadina viene lentamente consumata da una maledizione legata... alle spirali. Ogni oggetto, corpo o comportamento comincia a piegarsi a questa forma. Un capolavoro claustrofobico.
Tomie (1987–2000)
Una ragazza immortale, bellissima e sadica, che fa impazzire chiunque la incontri. Anche quando viene uccisa, il suo corpo si rigenera... creando infinite copie di sé.
Gyo (2001–2002)
Una misteriosa epidemia porta i pesci a camminare sulla terraferma, diffondendo un odore di morte e creature biomeccaniche. Una metafora potente e disgustosa della contaminazione.
Fragments of Horror (2014)
Una raccolta di racconti brevi che segna il ritorno di Ito dopo anni. Ogni storia è un esperimento diverso, che esplora le paure più intime e surreali.
No Longer Human (2017)
Adattamento del romanzo di Osamu Dazai, uno dei testi più tragici della letteratura giapponese. Ito lo trasforma in una discesa nell’autoannientamento e nella follia.
Premi e riconoscimenti
Junji Ito ha ricevuto diversi premi internazionali, tra cui:
- Eisner Award (più volte, tra cui nel 2019 e 2021)
- Heritage Award (Angoulême) nel 2023
- Collaborazioni con Marvel, Netflix, e studi di videogiochi come Kojima Productions
Adattamenti e popolarità
Le sue opere sono state adattate in:
- Anime e film live-action (come Tomie e Uzumaki)
- Serie Netflix (Junji Ito Maniac, 2023)
- Videogiochi e fan art virali
Il suo impatto è globale: da fan occidentali a designer, da registi a tatuatori, tutti sono affascinati dalla sua capacità di dare forma all’inquietudine.
Curiosità
- È un grande fan di H.P. Lovecraft, in particolare di Il colore venuto dallo spazio.
- Ha dichiarato di aver paura dei terremoti, del dentista (ironicamente), e… dei suoi stessi disegni.
- Il suo cane si chiama Non-non e compare spesso nelle sue interviste.